Come ho scelto il nome di mia figlia

Come ho scelto il nome di mia figlia

Scegliere il nome del proprio figlio è uno dei tanti momenti belli prima della sua nascita. Allo stesso tempo è un grossa responsabilità perché hai l’obbligo di regalare a questa persona un nome che dovrà essere di suo gradimento quando crescerà e che lo rappresenti. Ovviamente deve essere un nome che non induca i suoi futuri amichetti a ridicolizzarlo (purtroppo è così) perché magari è facilmente associabile a brutte parole o a prenderlo in giro in qualsiasi modo. 

A parte ciò, ritengo che il modo giusto per scegliere il nome del proprio figlio sia quello di unire i punti di vista di entrambi i genitori e alla fine pensare sempre e comunque a quello che il bimbo penserebbe della loro scelta.

Vi racconto con piacere la mia esperienza. 

Premetto che io non pensavo fosse femmina. Secondo me si trattava di un maschietto. Quando è arrivato il momento in cui il sesso era visibile, il ginecologo mi ha chiesto se volessimo saperlo e sì, lo volevamo. Subito però l’ho interrotto dicendogli che ero quasi certa fosse un maschio. Mi ha fermata con un “no!” secco e deciso. Ero incredula…sotto shock. Non ci potevo credere. Era una femminuccia! Elia e mio padre continuavano a dirmi che secondo loro si trattava di una femmina ma io, forse, non volendo illudermi, inutilmente ho pensato fosse un maschietto. 

Non solo era bellissimo che aspettassi un bambino, per di più si trattava di una femminuccia!! (Inutile dire che se fosse stato un maschietto sarei stata felice allo stesso modo.)

In ogni caso ho voluto aspettare al quinto mese, la morfologica, e lì mi è stata data la conferma assoluta che dentro di me c’era una femminuccia che stava alla grande e che cresceva bene. 

Da quel momento inizia la scelta del nome per questa creaturina che nel frattempo prendeva sempre più spazio, non solo nel mio corpo, ma soprattutto nei miei pensieri. 

Il mio nome è composto da quattro lettere e anche quello di Elia. Entrambi i nostri cognomi sono composti da sette lettere. Ci è venuto spontaneo all’inizio pensare di dare a nostra figlia un nome da quattro lettere. Abbiamo iniziato la ricerca senza però trovare un nome che veramente piacesse ad entrambi. Dopo poco ho deciso di togliere “la regola” di cercare un nome corto perché magari questo avrebbe limitato la scelta e non ci avrebbe consentito di trovare il nome perfetto. D lì a poco ho pensato ad un nome che in passato mi piaceva tanto: MICHELLE. 

Appena mi è venuto in mente ho immaginato a come la mia bambina avrebbe reagito a quel nome. Ho considerato:

  • come le sarebbe stato da neonata, 
  • al suono della sua vocina mentre lo avrebbe pronunciato per la prima volta, 
  • a quando lo avrebbe detto ai suoi amici a scuola, 
  • ai suoi collaboratori sul lavoro, 
  • a quando lo avrebbe detto al suo fidanzato,
  • ai suoi nipoti come zia, 
  • ai suoi figli 
  • e poi ai nipoti quando sarebbe diventata nonna. 

In ogni occasione quel nome mi sembrava semplicemente perfetto. Lo stesso valeva per Elia. 

Abbiamo anche fatto un veloce sondaggio ai nonni e anche per loro quello era il nome giusto. Ricordo ancora mio padre, quando gliene ho parlato per la prima volta e la sua risposta è stata: “non andare avanti, per me lei è già Michelle!”

Il magico incastro dei nostri pensieri, decisioni e sentimenti era avvenuto! Non abbiamo mai avuto ripensamenti. La piccolina che avevo in grembo era Michelle. Principessa Michelle. 

Ora una chicca. A distanza di qualche tempo abbiamo notato che il nome Michelle è composto da otto lettere, il mio nome (Meri) con quello di Elia messi insieme, quattro più quattro. E, per di più, Michelle inizia con la M, come Meri, e la quarta lettera, esattamente a metà, è la E come Elia. Troppo perfetto!

Noi la chiamiamo Michelle senza accorciarle il nome con diminutivi perché ci piace troppo così. È azzeccatissimo e penso che a mia figlia piaccia ora ma soprattutto le piacerà in ogni momento della sua vita. È stata una scelta fatta con il cuore!

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